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	<title>Mappamondo Sanremo</title>
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		<title>Da Riviera24.it del 25 gennaio 2012: Video dell&#8217;incontro con Don Sciortino</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 19:43:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cliccare su LINK per accedere al sito della Riviera contenente i video]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.associazionemappamondo.it/wp-content/uploads/2012/01/Locandina-24-gennaio-2012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-812" title="Locandina 24 gennaio 2012" src="http://www.associazionemappamondo.it/wp-content/uploads/2012/01/Locandina-24-gennaio-2012-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>Cliccare su <a href="http://www.riviera24.it/articoli/2012/01/25/125893/incontro-con-don-antonio-sciortino-direttore-di-famiglia-cristiana-a-vallecrosia-guarda-i-5-video" target="_blank">LINK </a>per accedere al sito della Riviera contenente i video</p>
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		<title>Da Riviera24.it del 25 gennaio 2012: Sintesi dell&#8217;incontro con Don Sciortino</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 19:22:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vallecrosia &#8211; &#8220;Rinchiudersi a difesa dei propri valori, alzando muri, non ci porta molto lontano. Se si alzano i muri é perché di valori purtroppo ne sono rimasti ben pochi. L&#8217;Italia continua a dirsi cristiana, ma sarebbe l&#8217;ora che si comportasse davvero come tale&#8221;. Al Cinema/Teatro Don Bosco a Vallecrosia la Caritas diocesana di Ventimiglia-Sanremo, <a href="http://www.associazionemappamondo.it/da-riviera24-it-del-25-gennaio-2012-video-dellincontro-con-don-sciortino/"><b>... Leggi l'articolo completo</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="foto"><center><strong><a href="http://www.associazionemappamondo.it/wp-content/uploads/2012/02/Don-Sciortino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-872" title="Don Sciortino" src="http://www.associazionemappamondo.it/wp-content/uploads/2012/02/Don-Sciortino-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a>Vallecrosia</strong> &#8211; &#8220;Rinchiudersi a difesa dei propri valori, alzando muri, non ci porta molto lontano. Se si alzano i muri é perché di valori purtroppo ne sono rimasti ben pochi. L&#8217;Italia continua a dirsi cristiana, ma sarebbe l&#8217;ora che si comportasse davvero come tale&#8221;.</center></div>
<p id="testo">Al Cinema/Teatro Don Bosco a Vallecrosia la Caritas diocesana di Ventimiglia-Sanremo, l&#8217;Associazione Mappamondo e l&#8217;Oratorio Don Bosco nella serata di ieri hanno organizzato un importante incontro pubblico sul tema dell&#8217;immigrazione con Don Antonio Sciortino, Direttore di Famiglia Cristiana e autore del libro &#8220;Anche voi foste stranieri&#8221;. Nell&#8217;occasione è stato presentato il Dossier statistico immigrazione Caritas/Migrantes ed è stato inoltre la possibiità di firmare le due proposte di legge promosse dalla Campagna per i diritti di cittadinanza &#8220;L&#8217;Italia sono anch&#8217;io&#8221;.<br />
<strong><br />
Ecco una sintesi dell&#8217;intervento di Don Antonio Sciortino, direttore di &#8220;Famiglia Cristiana&#8221; </strong><br />
Dobbiamo cambiare mentalita&#8217; nei confronti delle persone immigrate che chiedono di poter vivere nella nostra penisola. L&#8217;Italia ormai da anni é un paese diverso, ha a che fare con tante altre culture, non si puo&#8217; tornare indietro. Una parte dell&#8217;Italia é arrabbiata, alla luce di questo nuovo fenomeno, e si comporta come gli struzzi. Non vogliono gli immigrati, ma poi sfruttano la loro forza lavoro.<br />
C&#8217;é però anche chi sa che questo fenomeno puo&#8217; essere governato tramite la dottrina della chiesa, che mette al centro l&#8217;uguaglianza dei diritti. Papa Benedetto XVI dice che si tratta di persone umane portatori di diritti e di doveri come noi. Le masse non si muovono un per viaggio di piacere, si tratta di disperati, fuggono dalla fame o dalla persecuzione. Tanti sono morti nel passaggio da una sponda all&#8217;altra del Mediterraneo. Si calcola che siano morte quindicimila persone nella loro traversata disperata.<br />
Abbiamo perso la memoria storica, un tempo eravamo noi italiani ad andare all&#8217;estero alla ricerca di lavoro e benessere. Andavamo in Francia, Svizzera e Germania da clandestini e vivevano in questo modo assieme alle loro famiglie. Bisogna aver rispetto degli stranieri perché dobbiamo ricordarci di quando gli stranieri eravamo noi. I provvedimenti recenti che sono stati presi in Italia sono fatti all&#8217;insegna dell&#8217;esclusione, in questo modo si rende difficile il processo di integrazione. Non si sono levate purtroppo tante voci contro il pacchetto sicurezza dello stato italiano.<br />
Sul tema degli stranieri l&#8217;informazione spesso non corrisponde al vero. Sono state alimentate le paure e le insicurezze, magari solo nell&#8217;ottica di avere qualche ritorno a livello elettorale. &#8220;Famiglia Cristiana&#8221; ha sempre fatto sentire la sua voce a favore degli immigrati, a differenza di altri mezzi di informazione. Non é possibile condividere l&#8217;amore della Chiesa e poi prendersela con gli stranieri, una volta terminata la Santa Messa. Se facciamo la battaglia per il crocifisso, dobbiamo ricordarci che la braccia di Gesu&#8217; accolgono tutti gli uomini, non fanno discriminazioni a livello di nazionalita&#8217;.<br />
Dobbiamo riconoscere il volto di Cristo negli stranieri, nelle persone che sono messe al bando. I mezzi di informazione non dovrebbero dar sempre un&#8217;immagine negativa degli stranieri. Se un delitto è commesso da straniero viene giudicato piu&#8217; grave da quello commesso da un italiano, quando invece sono gravi allo stesso modo. Il pericolo non sono i musulmani, ma siamo noi cristiani che abbiamo svuotato di valori la nostra mentalita&#8217;. Abbiamo intere regioni dominate dalla malavita, eppure alcuni pensano che i delinquenti siano solo gli stranieri.<br />
A Roma un ragazzo uccise una donna rumena con un pugno per un motivo banalissimo. Non se ne é piu&#8217; parlato, se il gesto fosse stato commesso invece da uno straniero sarebbe ancora adesso in prima pagina. Gli stranieri contribuiscono al 10 per cento della ricchezza dell&#8217;Italia, non dimentichiamolo. L&#8217;Inps ha risollevato le sue sorti grazie ai contributi versati dagli stranieri arrivati in Italia. Siamo il paese piu&#8217; vecchio al mondo e con l&#8217;indice di natalita&#8217; piu&#8217; bassa. Senza stranieri. tra qualche anno ci saranno 8 milioni di giovani e ben 22 miliomi di anziani. L&#8217;Italia del furo sara&#8217; arcobaleno.<br />
I figli degli stranieri sono italiani perché sono nati qua, ma noi li facciamo vivere per 18 anni in una situazione di discriminazione rispetto ai loro coetanei figli di italiani. In questo modo alimentiamo la loro avversione per il paese in cui vivono. Bisogna fare subito nuova legge per i figli di immigrati che sono nati in Italia. Questi bambini sono una ricchezza per il nostro paese. I politici di ispirazione cristiana dovevano essere piu&#8217; incisivi in quest&#8217;ottica. Giovanni Paolo II disse che paese che si aprono a immigrati hanno tanti benefici a cominciare dall&#8217;aspetto economico.<br />
Chi dice che vuole aiutare gli immigrati nel loro paese in realta&#8217; non vuol far nulla di concreto per dar loro una mano. Un tempo i poveri nel mondo erano 800 milioni, ora sono abbondantemente piu&#8217; di un miliardo. L&#8217;unica vera cooperazione con i paesi poveri é quella degli stranieri stessi che inviano i soldi guadagnati qua in Italia ai loro parenti nei paesi di origine. Non si puo&#8217; pretendere che gli stranieri rinuncino alla loro storia e si riconoscano nei nostri valori. L&#8217;integrazione vuol dire rispetto gli uni degli altri, deve essere una cosa reciproca. Noi dobbiamo conoscere storie e tradizioni diverse dalle nostre, abbiamo tutto da apprendere.<br />
Il cammino non é semplice, ma non dimentichiamo che anche in Italia il cammino di integrazione dei meridionali al Nord. Ci vuole del tempo e della buona volonta&#8217;. Identificare un musulmano in un terrorista é profondamente sbagliato. Chi uccide non puo&#8217; essere considerato un religioso.<br />
Le vere religioni non possono che essere per la pace e per la vita, procedere nel dialogo in vista del bene comune. Dobbiamo spendere parole per le vite spezzate nella traversata del Mediterraneo, la vita va difesa sempre. Ricordiamoci del nostro passato, nel 1912 negli Stati Uniti si parlava degli immigrati italiani con gli stessi termini con cui oggi, 100 anni dopo, gli italiani si rivolgono agli immigrati che arrivano nella nostra penisola. Chiedere la separazione delle classi in base alla nazionalità é davvero aberrante. I bimbi non vanno segregati, ma devono essere integrati. Si fa un torto alla realtà quando si parla solo male degli immigrati. A Mazara del Vallo la comunita é magrebina si é integrata con gli abitanti del luogo. A Riace in Calabria sono state aperte le porte agli stranieri, il paese é rinato, sono state riaperte le scuole.<br />
Rinchiudersi a difesa dei propri valori, alzando muri, non ci porta molto lontano. Se si alzano i muri é perché di valori purtroppo ne sono rimasti ben pochi. In Italia la prima cosa da fare é abolire il reato di clandestinita&#8217;. Il medico e il marinaio non devono chiedere documenti alla persone che cercano di salvare. Sono stati sequestrati i pescherecci a chi aveva salvato la vita ai migranti. Possiamo alzare tutte le vedette che vogliamo ma non riusciremo mai a fermare i popoli della fame, continueranno a bussare alle nostre porte anche in futuro.<br />
Purtroppo tanti cattolici hanno votato provvedimenti che andavano contro gli immigrati e dunque contro gli stessi principi del Vangelo. L&#8217;Italia continua a dirsi cristiana, ma sarebbe l&#8217;ora che si comportasse davvero come tale. La scuola ha un ruolo importante per l&#8217;integrazione dei bimbi rom. Non bisogna speculare sulla loro pelle solo per fini elettorali.<br />
A Lampedusa la popolazione é stata accogliente con gli immigrati, i mezzi di informazione hanno invece tracciato un quadro diverso dalla realta&#8217;, parlando solo dell&#8217;ostilita&#8217; di una parte della popolazione. A Rosarno si é parlato solo della violenza degli immigrati, ma non si é parlato di tutto quello che era successo prima. Quando ci furono gli sbarchi a Lampedusa i presidenti di Regione si erano assunti l&#8217;impegno di prendere 50 mila persone, ma poi alcuni di lorosi sono tirati indietro.<br />
Se non guastiamo noi i bambini con i nostri pregiudizi, giocano tranquillamente tra loro, senza alcun problema di nazionalità. Bisogna farli crescere a contatto con gli stranieri. I bimbi che non stanno vicini ai loro coetanei stranieri perdono possiibilita&#8217; di crescere e di arricchirsi. La migliore integrazione avviene sui banchi di scuola. Con le nostre paure rischiamo di danneggiare i nostri bambini. Abbiamo dei nuovi italiani e dobbiamo fare in modo che si possano integrare.<br />
Dobbiamo abituarci al fatto che gli italiani hanno anche un colore diverso della pelle. Non ci sono devono essere problemi di convivenza con le moschee, é giusto che gli stranieri possano avere diritto universale alla preghiera. Tutti hanno diritto ad avere un luogo di culto. Chi rivendica l&#8217;identita&#8217; cristiana, non puo&#8217; essere la stessa persona che invoca il Dio Po e si rifa a riti celtici. La Chiesa deve parlare con chiarezza su questi temi, non deve balbettare. Il presidente Napolitano ha giudicato criminale non darela cittadinanza italiana ai bambini stranieri.<br />
Il nuovo Ministro Riccardi ha dato un respiro diverso alla considerazione degli stranieri, negli ultimi anni questo non era mai successo. Se si é cristiani bisogna dire qualcosa di evangelico quando si parla degli immigrati. L&#8217;Italia ha bisogno di una forte iniezione etica. Quando un economia é senza etica, si finisce per assistere ai dissesti finanziari. Ai nostri ragazzi rischiamo di lasciare solo delle macerie etiche. I cattolici devono cercare di tornare ad essere incisivi nella vita del nostro paese.</p>
<p>di <strong>Mario Guglielmi</strong></p>
<p><em>25/01/2012</em></p>
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		<title>Incontro con Don Ciotti a Sanremo</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 22:04:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Mercoledì 25 Gennaio alle ore 21 presso la Sala dell’ARISTON Roof 1 di Sanremo, Don Luigi Ciotti sarà ospite di LIBERA Coordinamento di Imperia per lanciare la XVII Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. L’evento è promosso da LIBERA in collaborazione con l&#8217;associazione &#8220;Mappamondo” di Sanremo, Ass. Arci di Imperia,  <a href="http://www.associazionemappamondo.it/incontro-con-don-ciotti-a-sanremo/"><b>... Leggi l'articolo completo</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.associazionemappamondo.it/wp-content/uploads/2012/01/Invito-don-Ciotti-a-Sanremo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-818" title="Invito don Ciotti a Sanremo" src="http://www.associazionemappamondo.it/wp-content/uploads/2012/01/Invito-don-Ciotti-a-Sanremo-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a> Mercoledì 25 Gennaio alle ore 21 presso la Sala dell’ARISTON Roof 1 di Sanremo, Don Luigi Ciotti sarà ospite di LIBERA Coordinamento di Imperia per lanciare la XVII Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie.<br />
L’evento è promosso da LIBERA in collaborazione con l&#8217;associazione &#8220;Mappamondo” di Sanremo, Ass. Arci di Imperia,  Caritas Diocesana di Ventimiglia Sanremo, Cooperativa “Terre solidali” e Rete provinciale per l’Ottobre di Pace. Nell’occasione sarà possibile firmare per le due proposte di legge di iniziativa popolare della campagna per i diritti di cittadinanza “L’Italia sono anch’io”.</p>
<p>La presenza di Don Luigi Ciotti a Sanremo è una tappa in vista della Giornata che ricorda tutte le vittime di mafia, prevista a Genova il 17 marzo prossimo.</p>
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		<title>&#8220;Anche voi foste Stranieri&#8221; incontro con Don Sciortino, Direttore di Famiglia Cristiana</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 21:53:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Un importante appuntamento organizzato in collaborazione con la Caritas Diocesana di Ventimiglia-Sanremo e l&#8217;Oratorio Don Bosco di Vallecrosia. Il 24 gennaio Don Antonio Sciortino, direttore del settimanale &#8220;Famiglia Cristiana&#8221;, presenterà il libro &#8220;Anche voi foste Stranieri&#8221;, riflessioni sulla immigrazione, la chiesa e la società italiana. Durante l&#8217;incontro verranno presentati i dati dell&#8217;ultimo Dossier sull&#8217;immigrazione e <a href="http://www.associazionemappamondo.it/anche-voi-foste-stranieri-incontro-con-don-sciortino-direttore-di-famiglia-cristiana/"><b>... Leggi l'articolo completo</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.associazionemappamondo.it/wp-content/uploads/2012/01/Locandina-24-gennaio-2012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-812" title="Locandina 24 gennaio 2012" src="http://www.associazionemappamondo.it/wp-content/uploads/2012/01/Locandina-24-gennaio-2012-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a> Un importante appuntamento organizzato in collaborazione con la Caritas Diocesana di Ventimiglia-Sanremo e l&#8217;Oratorio Don Bosco di Vallecrosia. Il 24 gennaio Don Antonio Sciortino, direttore del settimanale &#8220;Famiglia Cristiana&#8221;, presenterà il libro &#8220;Anche voi foste Stranieri&#8221;, riflessioni sulla immigrazione, la chiesa e la società italiana.<br />
Durante l&#8217;incontro verranno presentati i dati dell&#8217;ultimo Dossier sull&#8217;immigrazione e si potrà sottoscrivere la campagna &#8220;L&#8217;Italia sono anch&#8217;io&#8221; sui diritti di cittadinanza agli stranieri.<br />
L&#8217;incontro si terrà alle ore 21 presso il Teatro Don Bosco a Vallecrosia, in Via Colonnello Aprosio 433</p>
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		<title>Rai Tre Presadiretta &#8211; 8 gennaio 2012 &#8211; Fratelli tunisini</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 22:53:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Un anno fa scoppiava la rivolta in Tunisia contro il governo Ben Ali: era l&#8217;inizio della primavera araba che avrebbe portato alla fine dei regimi nordafricani. Ben Ali sarebbe scappato in Arabia, Gheddafi ucciso dopo la cattura, Mubarak deposto dai militari e processato. Presadiretta è andata in Tunisia per raccontarla sotto il regime della famiglia <a href="http://www.associazionemappamondo.it/fratelli-tunisini-presa-diretta/"><b>... Leggi l'articolo completo</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.associazionemappamondo.it/wp-content/uploads/2012/01/Presa-Diretta.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-808" title="Presa Diretta" src="http://www.associazionemappamondo.it/wp-content/uploads/2012/01/Presa-Diretta-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a> Un anno fa scoppiava la rivolta in Tunisia contro il governo Ben Ali: era l&#8217;inizio della primavera araba che avrebbe portato alla fine dei regimi nordafricani.<br />
Ben Ali sarebbe scappato in Arabia, Gheddafi ucciso dopo la cattura, Mubarak deposto dai militari e processato. Presadiretta è andata in Tunisia per raccontarla sotto il regime della famiglia del Presidente Ben Alì e per raccontare la Tunisia di oggi.<br />
<a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-0691b999-5bc9-4abc-9c19-1b93cd0d99c4.html#p=0" target="_blank"><br />
Fratelli tunisini &#8211; Presa diretta</a>.</p>
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		<title>Schiavitù di ritorno &#8211; Migranti e forme di sfruttamento. Tutti i materiali del convegno Tutti i video interventi della giornata di studi svoltasi a Reggio Emilia il 3 dicembre 2011</title>
		<link>http://www.associazionemappamondo.it/mp-schiavitu-di-ritorno-migranti-e-forme-di-sfruttamento-tutti-i-materiali-del-convegno-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 22:35:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Schiavitù di ritorno &#8211; Migranti e forme di sfruttamento. Tutti i materiali del convegno  Tutti i video interventi della giornata di studi svoltasi a Reggio Emilia il 3 dicembre 2011 Iniziativa promossa dall’Associazione Giuristi Democratici in collaborazione con Ass. Città Migrante, Libera, Emergency RE, Amnesty International RE, Ass. Centro Sociale Papa Giovanni XXIII, Cobas Scuola <a href="http://www.associazionemappamondo.it/mp-schiavitu-di-ritorno-migranti-e-forme-di-sfruttamento-tutti-i-materiali-del-convegno-2/"><b>... Leggi l'articolo completo</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.associazionemappamondo.it/wp-content/uploads/2012/01/logo.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-788" title="logo" src="http://www.associazionemappamondo.it/wp-content/uploads/2012/01/logo.gif" alt="" width="214" height="150" /></a><a href="http://www.meltingpot.org/articolo17230.html#.Tw9gHz7faLI.wordpress" target="_blank">Schiavitù di ritorno &#8211; Migranti e forme di sfruttamento. Tutti i materiali del convegno</a></p>
<p><a href="http://www.meltingpot.org/articolo17230.html#.Tw9gHz7faLI.wordpress" target="_blank"> Tutti i video interventi della giornata di studi svoltasi a Reggio Emilia il 3 dicembre 2011</a></p>
<p>Iniziativa promossa dall’Associazione Giuristi Democratici in collaborazione con Ass. Città Migrante, Libera, Emergency RE, Amnesty International RE, Ass. Centro Sociale Papa Giovanni XXIII, Cobas Scuola RE, Rifondazione Comunista\Federazione della Sinistra, Sinistra Ecologia Libertà</p>
<p>Materiali a cura del <strong>Progetto Melting Pot Europa</strong></p>
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		<title>Lettera ai Soci e Simpatizzanti</title>
		<link>http://www.associazionemappamondo.it/lettera-ai-soci-e-simpatizzanti-3/</link>
		<comments>http://www.associazionemappamondo.it/lettera-ai-soci-e-simpatizzanti-3/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 19:12:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Agli uomini, alle donne e ai bambini che, andando verso il pane e sognando la nostra accoglienza, sono morti da stranieri nelle acque del Mediterraneo, Mare che avrei voluto potessero amare e sentire “nostro” come io lo sento e lo amo”. (da “Ero straniero e mi avete ospitato” di Enzo Bianchi) Cari Amici, come sempre, <a href="http://www.associazionemappamondo.it/lettera-ai-soci-e-simpatizzanti-3/"><b>... Leggi l'articolo completo</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.associazionemappamondo.it/wp-content/uploads/2009/09/Logo-Sito.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-213" title="Logo Sito" src="http://www.associazionemappamondo.it/wp-content/uploads/2009/09/Logo-Sito-300x245.jpg" alt="" width="300" height="245" /></a>“Agli uomini, alle donne e ai bambini che, andando verso il pane e sognando la nostra accoglienza, sono morti da stranieri nelle acque del Mediterraneo, Mare che avrei voluto potessero amare e sentire “nostro” come io lo sento e lo amo”.</em></p>
<p><em>(da “Ero straniero e mi avete ospitato” di Enzo Bianchi)</em></p>
<p>Cari Amici,</p>
<p>come sempre, e a maggior ragione quest’anno, desidero porre ai sostenitori e ai simpatizzanti della nostra Associazione alcune riflessioni, anche a partire da questa dedica del Priore di Bose Enzo Bianchi, dedicati ai migranti morti in mare, e proponendomi di cogliere con entusiasmo rinnovato le sfide che il lavoro a favore dell’integrazione pone.</p>
<p>A maggior ragione all’inizio di questo anno 2012, perché quest’anno “Mappamondo”  compie 10 anni dalla sua nascita, e credo sia un traguardo importante per una Associazione come la nostra, nata dal niente, tra molte difficoltà e cresciuta in un clima culturale spesso ostile, a dir poco, alle tematiche di cui ci siamo proposti di occuparci fin dall’inizio.</p>
<p>Può e deve essere questa un’occasione per riflettere e rilanciare la nostra Associazione, senza perdere, anzi, ponendovi più attenzione, quello slancio ideale della gratuità e della generosità, che è peculiarità fondante del volontariato.</p>
<p>Vogliamo in questa nostra importante tappa, porre all’attenzione e offrire, non solo a tutti coloro che ci hanno seguiti e sostenuti in questi anni, ma a tutta la comunità locale, che non ci conosce e forse guarda ai temi dell’immigrazione, con occhio critico e diffidente, un’opportunità per dirci che una comunità chiusa e sempre più “fortezza”, non ha futuro.</p>
<p>Sarà dunque questo, un anno di iniziative che vorremmo però avessero come protagonisti, nell’organizzazione e nella partecipazione, tutti i nostri sostenitori: e in questa prospettiva diventa cruciale la ridefinizione di obiettivi e linee d’azione per il prossimo futuro che siano davvero condivisi e che permettano di dare nuovo slancio alle nostre attività e al nostro impegno.</p>
<p>Naturalmente continueremo nelle nostre attività ordinarie, dallo “Sportello Migrapoint”, di cui speriamo poter continuare a garantire l’apertura per tutto il 2012, con le iniziative ad esso correlato, come i corsi di alfabetizzazione, e ancora,  le attività di doposcuola per ragazzi stranieri presso il Centro Baraonda di Sanremo, che ci auguriamo possa continuare nel prezioso servizio di punto di aggregazione giovanile nella città di Sanremo ancora a lungo.</p>
<p>A questo proposito, ancora una volta, rilancio l’appello a tutti i nostri soci e simpatizzanti, chiedendovi di sostenerci, nei limiti delle vostre disponibilità, ciascuno per ciò che desidera,  anche con un po’ del vostro tempo in alcune di queste attività.</p>
<p>Continueremo senz’altro nel nostro lavoro di sensibilizzazione della cittadinanza con iniziative di tipo culturale e informativo, anche in collaborazione con altre importanti realtà del nostro territorio.</p>
<p>A questo proposito vi anticipo che Martedì 24 gennaio alle ore 21 presso il Cinema/Teatro don Bosco di via Colonnello Aprosio, 433 &#8211; Vallecrosia in collaborazione con la Caritas Diocesana e l’Oratorio Don Bosco, incontreremo don Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, per un momento di riflessione dal titolo: &#8220;Anche voi foste stranieri&#8221;.</p>
<p>Durante l&#8217;incontro verrà presentato il Dossier Immigrazione di Caritas Italiana.</p>
<p>In quell’occasione si potranno anche firmare le proposte di legge della campagna &#8220;L&#8217;Italia sono anch&#8217;io&#8221;, a cui Mappamondo ha aderito.</p>
<p>Sicuramente cercheremo di proporre anche attività di formazione per i nostri volontari perché diventa sempre più necessario avere persone qualificate e motivate che diano risposte competenti nell’ambito in cui scelgono di operare.</p>
<p>Inoltre, daremo sempre il nostro contributo nei tavoli e nei luoghi preposti, politici ed Istituzionali, continuando a fare da pungolo, per ciò che ci compete, affinchè possano essere attuate politiche migratorie lungimiranti e non più miopi che siano inclusive e rispettose dei diritti di tutti.</p>
<p>Sollecitiamo tutti coloro che lo vorranno a scriverci al nostro indirizzo di posta elettronica (<a href="mailto:mappamondosanremo@libero.it"><strong>mappamondosanremo@libero.it</strong></a>) o presso via San Francesco 11 a Sanremo, per formulare proposte suggerimenti, idee, su come vivere il nostro decennale e ridisegnare e migliorare la nostra Associazione.</p>
<p>Sicuramente prevediamo nella primavera un’Assemblea che, oltre a farci tirare le fila del percorso fatto, possa aiutarci a ripartire, senza snaturare l’identità della nostra Associazione, raccogliendo le esigenze, le sfide, e le indicazioni che potranno emergere.</p>
<p>In conclusione, augurando a ciascuno di noi un anno più sereno, vi chiedo di continuare a seguirci e sostenere il nostro lavoro, rinnovando anche per questo 2012 la vostra adesione all’Associazione (10 €).</p>
<p>Grazie per l’incoraggiamento e  per il Vostro sostegno di questi anni!</p>
<p>Per l’Associazione la Presidente<br />
Antonella Squillace</p>
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		<title>I profughi della Libia e la truffa dell&#8217;accoglienza. Partita la mobilitazione sul web: umanitario per tutti. &#8211; Articolo di Gabriele del Grande del 4/12/2011 tratto dal sito http://fortresseurope.blogspot.com</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 22:33:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>

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		<description><![CDATA[  In tempi di crisi si taglia lo stato sociale, si aumentano le tasse e si chiedono sacrifici ai soliti poveri cristi. La fabbrica della clandestinità però non la tocca nessuno. Continua a lavorare ogni giorno, a pieno ritmo. Quest&#8217;anno genererà un reddito di 400 milioni di euro a un variegato mondo fatto di associazioni, <a href="http://www.associazionemappamondo.it/i-profughi-della-libia-e-la-truffa-dellaccoglienza-partita-la-mobilitazione-sul-web-umanitario-per-tutti/"><b>... Leggi l'articolo completo</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.associazionemappamondo.it/wp-content/uploads/2011/12/mashid.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-774" title="mashid" src="http://www.associazionemappamondo.it/wp-content/uploads/2011/12/mashid-300x218.jpg" alt="" width="266" height="193" /></a>  In tempi di crisi si taglia lo stato sociale, si aumentano le tasse e si chiedono sacrifici ai soliti poveri cristi. La fabbrica della clandestinità però non la tocca nessuno. Continua a lavorare ogni giorno, a pieno ritmo. Quest&#8217;anno genererà un reddito di 400 milioni di euro a un variegato mondo fatto di associazioni, cooperative e piccoli albergatori. Producendo, si stima, tra i 15.000 e i 20.000 decreti di espulsione. Ovvero tra le 15.000 e le 20.000 persone costrette da un giorno all&#8217;altro a vivere nella clandestinità, dopo essere stati assistiti in tutto e per tutto dallo Stato. Non parliamo dei centri di identificazione e espulsione (CIE). Bensì del loro opposto: i centri di accoglienza. E in particolare del sistema di accoglienza dei profughi della guerra di Libia. Funziona che arrivi a Lampedusa dalla Libia in guerra. Ti fanno chiedere asilo senza che ci stai capendo niente. Poi ti sbattono in una baita sulle Alpi. Mangi e bevi a spese dello Stato, anche e soprattutto perché per legge ti è vietato lavorare. Se ti va bene hai televisione satellitare, sigarette, corsi di italiano e formazione professionale. Se ti va male, neanche quello. Finché un bel giorno ti convocano davanti a una commissione per un&#8217;intervista. E a quel punto, ancora una volta senza capirci niente, finisci in mezzo alla strada nel giro di qualche giorno. Senza valigie e senza amici, esattamente come il giorno in cui sei arrivato a Lampedusa un anno prima. È il grande paradosso dell&#8217;accoglienza all&#8217;italiana. O meglio, la grande truffa.</p>
<p><a name="more"></a>Sì perché parliamo di 17.500 euro l&#8217;anno (48 euro al giorno) per ogni ospite, in attesa che lo Stato benedica la sua clandestinità. Servizi di accoglienza, mediazione, corsi di italiano, formazione, tutto inutile. Perché quella gente finirà presto in mezzo alla strada. Sì perché a tutte le persone arrivate a Lampedusa dalla Libia è stato fatto chiedere asilo politico. E adesso che iniziano le audizioni presso le commissioni territoriali del riconoscimento dello status di rifugiato, ci si accorge che è stata una pessima scelta.</p>
<p>Nessuno dei profughi infatti ha mai fatto politica né ha mai subito repressioni per le proprie idee. E quasi nessuno è libico, sono tutti africani e asiatici. Semplici lavoratori che vivevano stabilmente a Tripoli e che sono dovuti scappare dopo l&#8217;inizio della guerra. Alcuni di propria volontà, altri semplicemente deportati in Italia dalle milizie di Gheddafi. Motivo per cui la burocrazia italiana oggi non vede ostacoli alla loro espulsione.</p>
<p>Con l&#8217;eccezione di somali, eritrei e ivoriani, i cui paesi di origine sono ancora oggi instabili, per quasi tutti gli altri profughi si profila il diniego. Che non significa il rimpatrio. Ma qualcosa di molto peggio. Significa la vita clandestina. Restare in un paese, l&#8217;Italia, senza poter lavorare, né studiare, né affittare una casa. Vivere senza poter esistere. Con la continua paura di essere fermati dalla polizia per un controllo di identità. Dopo che sulla gestione delle loro vite si è finanziato il circuito della accoglienza. Per carità, niente di nuovo rispetto a quello che accadeva negli anni passati. Le migliaia di ghanesi e nigeriani senza documenti di Castelvolturno, a Caserta, tanto per fare un esempio, sono tutti ex richiedenti asilo politico sbarcati a Lampedusa e abbandonati a se stessi con un diniego dopo aver trascorso un anno nei centri di accoglienza di Crotone o Bari. Ma forse è arrivato il momento di dire basta.</p>
<p>Perché per la prima volta le contraddizioni del sistema sono sotto gli occhi di tutti. Perché per la prima volta a gestire l&#8217;accoglienza non sono grosse cooperative tenute al silenzio dalla necessità di rinnovare appalti milionari con le Prefetture. Ma sono invece centinaia di realtà associative e migliaia di operatori sociali in buona fede. A cui chiediamo a gran voce di mobilitarsi. Per non essere complici, utili idioti al servizio della fabbrica della clandestinità.</p>
<p>Online <a href="http://www.meltingpot.org/articolo17149.html" target="_blank">c&#8217;è una petizione</a>, è stata lanciata dal sito Melting Pot. Si chiama &#8220;Diritto di scelta&#8221;. Chiede che il governo, come previsto dalla legge, riconosca un permesso di soggiorno temporaneo per motivi umanitari a tutti i profughi di Libia. Esattamente come è stato fatto ad aprile con 14.000 tunisini. Saranno poi loro a scegliere cosa fare della propria vita. Se restare in Italia nonostante la crisi, se provare a proseguire il viaggio raggiungendo gli amici sparsi in Europa. O se invece &#8211; e probabilmente sarebbe la scelta migliore per tanti &#8211; ritornare in Libia o nei propri paesi, se qui non troveranno le condizioni di lavoro adeguate. Il che aiuterebbe anche le casse italiane. Visto che non ha senso spendere 1.400 euro al mese per ospitare una persona a cui allo stesso tempo si vieta per legge di lavorare.</p>
<p>Finora hanno aderito <a href="http://www.meltingpot.org/articolo17149.html">quasi tremila persone</a>, ma servono migliaia di nuove adesioni se vogliamo fare sentire la nostra voce presso il governo. Possibilmente prima che altre 20.000 persone finiscano ai margini delle nostre città. Intrappolati nella fortezza Europa. Costretti a ripararsi nelle case occupate delle grandi città, a fare la fila dai caporali prima per un lavoretto alla giornata in un cantiere, poi in un campo di pomodori, e infine nei circuiti della microcriminalità. Dopo che su sulle gestione delle loro vite sono stati investite centinaia di milioni di euro.</p>
<p><a href="http://www.meltingpot.org/articolo17149.html" target="_blank">DIRITTO DI SCELTA. FIRMA LA PETIZIONE PERMESSO UMANITARIO AI PROFUGHI DELLA GUERRA IN LIBIA</a></p>
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		<title>Video Rai.TV &#8211; Radici &#8211; Bolivia &#8211; Rosita Carmina Ruiz</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 18:32:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[ Rosita Carmina Ruiz, 31 anni. Vive a Bergamo, studentessa Rosa si mantiene facendo le pulizie a casa di una famiglia, studia Commercio Estero all’Università di Economia di Bergamo, ha un bimbo di un anno: Tiago. A Bergamo vive la comunità più numerosa di boliviani d’Italia. Sono circa quindicimila, oltre il 10 per cento della popolazione <a href="http://www.associazionemappamondo.it/video-rai-tv-radici-bolivia-rosita-carmina-ruiz/"><b>... Leggi l'articolo completo</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.associazionemappamondo.it/wp-content/uploads/2011/12/Rosita.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-766" title="Rosita" src="http://www.associazionemappamondo.it/wp-content/uploads/2011/12/Rosita-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a> Rosita Carmina Ruiz, 31 anni.<br />
Vive a Bergamo, studentessa</p>
<p style="text-align: justify;">Rosa si mantiene facendo le pulizie a casa di una famiglia, studia Commercio Estero all’Università di Economia di Bergamo, ha un bimbo di un anno: Tiago. A Bergamo vive la comunità più numerosa di boliviani d’Italia. Sono circa quindicimila, oltre il 10 per cento della popolazione cittadina. Rosa ha un carattere forte e discreto come gran parte dei boliviani e ha deciso di emigrare qualche anno fa un po’ per curiosità e un po’ perché aveva problemi di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">E in Italia ha dovuto imparare a ricominciare da capo. In Bolivia aveva un posto di rilievo: era segretaria del Governatore della regione di Cochabamba, una delle più importanti del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Rosa torna in Bolivia in compagnia della sua mamma, immigrata anche lei a Bergamo, per ritrovare la sua famiglia e la sua gente: “Radici” la segue nella sua città, Guayaramerin, nella pianura amazzonica, poi verso le Ande, a Cochabamba, dove la comunità boliviana di Bergamo appoggia un progetto in favore dei bambini portatori di handicap psichico. E ancora, al mercato dove si vendono liberamente le foglie di coca, nella scuola dove ha studiato quando era piccola, nelle falegnamerie dove si taglia il legname della foresta e in un antico villaggio di cercatori d’oro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Video Rai - Radici - Bolivia" href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f0f5dbf3-911c-479b-a476-2d59d18d09e9.html" target="_blank">Video Rai.TV &#8211; Radici &#8211; Radici &#8211; Rosita Carmina Ruiz</a>.</p>
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		<title>Video Rai.TV &#8211; Radici &#8211; Marocco &#8211; Mohamed El Atrabi</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 18:26:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[ Mohamed El Atrabi, 48 anni. Vive a Bologna, sindacalista Mohamed vive in Italia da 22 anni. E’ originario di Rabat. Ha lavorato per vent’anni in fabbrica dove, fin dai primi tempi, si è impegnato attivamente nel sindacato. Poi l’azienda è entrata in crisi, proprio mentre dalla Cgil gli arrivava la proposta di impegnarsi nel sindacato <a href="http://www.associazionemappamondo.it/video-rai-tv-radici-radici-mohamed-el-atrabi/"><b>... Leggi l'articolo completo</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.associazionemappamondo.it/wp-content/uploads/2011/12/Mohamed.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-761" title="Mohamed" src="http://www.associazionemappamondo.it/wp-content/uploads/2011/12/Mohamed-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a> Mohamed El Atrabi, 48 anni.<br />
Vive a Bologna, sindacalista</p>
<p style="text-align: justify;">Mohamed vive in Italia da 22 anni. E’ originario di Rabat. Ha lavorato per vent’anni in fabbrica dove, fin dai primi tempi, si è impegnato attivamente nel sindacato. Poi l’azienda è entrata in crisi, proprio mentre dalla Cgil gli arrivava la proposta di impegnarsi nel sindacato a tempo pieno. Oggi si occupa dei lavoratori edili, italiani e stranieri. Passa le giornate a stretto contatto con gli operai, andando in giro a visitare i cantieri per verificare le condizioni di lavoro, parlando con loro agli sportelli del sindacato oppure andandoli a trovare a casa.</p>
<p style="text-align: justify;">Mohamed ha grande passione per il Marocco, dove torna regolarmente. Ma non sa se tornerà a vivere in Africa.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ lui a portare “Radici” nei cantieri dove si lavora in Marocco, tra analogie e differenze con le condizioni di lavoro nel nostro Paese,  poi alla scoperta della sua città, Rabat, della sua famiglia, dei suoi amici e dei compagni con cui ha trascorso l’infanzia. Obiettivo, infine, su alcuni dei luoghi più conosciuti del suo Paese: lo stretto di Gibilterra e la vicina enclave spagnola in cui molti marocchini si avventurano per espatriare clandestinamente, Casablanca, Fes e Ifrane, stazione sciistica definita la “Svizzera del Marocco”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Video Rai - Radici - Marocco" href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-77ef3112-7290-4d5d-8589-0860d3dd1e0e.html" target="_blank">Video Rai.TV &#8211; Radici &#8211; Radici &#8211; Mohamed El Atrabi</a>.</p>
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