Sono tempi in cui bisogna tenere sempre alta l’attenzione su quanto accade intorno a noi, una vigilanza costante anche nei momenti apparentemente meno significativi, quali possono essere semplici e casuali conversazioni banali, senza fare sconti sui pregiudizi che si insinuano, i commenti ingenerosi, le chiusure e gli individualismi che si coltivano e si lasciano passare senza dissociarsene.
Per questo l’Associazione Mappamondo si impegna per incidere e modificare ancor di più, a partire dalla cultura, i messaggi che ci arrivano, il clima di sospetto che invade ciascuno di noi.
Sappiamo che il confronto con l’altro porta problemi, siamo consapevoli dell’allarme sociale presente e reale in vaste zone del nostro paese, sappiamo bene che certi comportamenti creano rabbia e irritazione nella popolazione.
Il problema della sicurezza, che interessa tutti e anche noi, non può però essere scisso dai diritti e non lo si può risolvere con decreti e telecamere.
Serve una politica per l’integrazione, ad ogni livello, essendo il nostro Paese, oramai da oltre trenta anni paese di immigrazione.
Teniamo ben presente le parole di Rita Levi Montalcini e altri parlamentari ed ebrei italiani: “……..In particolare come parlamentari e come Ebrei, sentiamo il bisogno e il dovere di stringerci al popolo rom, al quale ci unisce una storia millenaria di persecuzione e il comune destino del genocidio nazista, che mai potremo dimenticare. Non permetteremo che un intero popolo venga colpevolizzato o che i reati di alcuni, pochi o tanti che siano, producano pene per tutti. Per questo diciamo oggi e diremo per sempre: si alla sicurezza, no al razzismo! Vorremmo che alle nostre firme si unissero quelle dei tanti che, siamo certi sono allarmati come noi dal pericolo che l’Italia sta correndo.”
Ricordiamoci tutti di questa “pillola” di sapienza di Bertolt Brecht:
“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli Ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perchè mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare.”